CHI SIAMO

L'INTERNATIONAL P.E.N. (Poets, Essayists, Novelists - Poeti, Saggisti, Narratori) è una associazione mondiale di scrittori, riuniti in club nazionali. Assolutamente apolitica, promuove la libertà di espressione in tutto il mondo e si oppone a ogni forma di oppressione delle libertà intellettuali e favorisce i contatti tra gli scrittori dei diversi paesi. Fondata a Londra nel 1921, conta ora circa 145 centri in tutto il mondo.

Scopo dell’International P.E.N. è promuovere l’amicizia e l’interscambio culturale.
Ogni membro di qualsiasi P.E.N. è membro dell’intera organizzazione.
Fanno parte del P.E.N. l’International Foundation Emergency Fund e il Fondo Scrittori in Prigione che porgono aiuto concreto agli scrittori perseguitati per motivi ideologici e alle loro famiglie.
Al Congresso e alla Conferenza annuali, ospitati a turno dai singolo centri nazionali, prendono la parola autori di fama mondiale e i soci dei vari P.E.N. possono incontrarsi con i colleghi che convengono dai cinque continenti. I singoli centri del P.E.N. organizzano, durante l’anno, un programma di incontri con scrittori nazionali e stranieri e con personalità del mondo culturale.

Presidente: Maria Emilia co-Presidenti: Raffaella Bruno Realini e Sergio Roic

LA STORIA del nostro P.E.N.


La storia del PEN della Svizzera italiana e retoromancia ha inizio nel 1959 con l'ammissione del Centro al PEN Internazionale. Sotto la spinta del romanziere austriaco Roberto Neumann, allora vicepresidente internazionale e residente nel Locarnese, al nostro centro PEN fu dato il benvenuto durante il Congresso di Francoforte, nel luglio di quell'anno. Il 31 ottobre, a Bellinzona, durante la prima assemblea del nuovo Centro fu nominato pre-sidente Piero Bianconi, e Francesco Chiesa Presidente onorario. Il Centro, col contributo di scrittori ticinesi e grigionesi, si sviluppò rapidamente. Il secondo presidente fu Andri Peer seguito da Giovanni Bonalumi e da Grytzko Mascioni. Alla carica di Segretario generale vennero via via chiamati Guido Calgari, Elena Bonzanigo, Margarita Uffer, Ketty Fusco, Magda Kerényi e Attilia Fiorenza Venturini. Tutte personalità di spicco della cultura della Svizzera italiana.

 

Le nostre attività


Il nostro Centro PEN sarà ricordato innanzitutto per aver organizzato, nel 1987, il 50. mo Congresso del PEN Internazionale. Dal 10 al 17 maggio a Lugano arrivarono scrittori e premi Nobel da tutto il mondo. Si parlò di un tema tuttora attuale "Scrittori e letteratura di frontiera". Voluto e presieduto da Grytzko Mascioni, il Congresso si chiuse con la "Dichiarazione di Lugano", approvata dall'Assemblea dei delegati, che faceva appello alla libertà d'espressione e al diritto di ogni minoranza di essere se stessa. Charta di Lugano tuttora adottata dai 145 centri P.E.N. nel mondo Anche oggi coerentemente, il Centro PEN della Svizzera italiana e retoromancia manifesta la sua precipua vocazione nell'adesione ai comitati internazionali W.iPC. Comitato Scrittori in prigione al WfPC e al T&LRC Comitato dei Diritti Linguistici e indice manifestazioni per dibattere sui drammatici o anche tragici limiti che la libera circolazione delle idee, delle informazioni e delle conoscenze subisce ancora, paradossalmente, nei giorni della diffusione planetaria di sofisticati strumenti di comunicazione. Limiti di cui soffre in primo luogo la riflessione indipendente degli scrittori, dei pensatori, dei poeti, alla cui forza ideale e intelligente troppo spesso si associa la debolezza e la vulnerabilità dell'individuo indifeso e perseguitato. Nello spirito del P.E.N. International, il Centro della Svizzera italiana e retoromancia cerca di operare, attra-verso conferenze, convegni, appelli, dibattiti, affinché la letteratura e i suoi protagonisti siano sostenuti e pro-tetti, stimolando la solidarietà di tutti coloro che hanno care le sorti della dignità umana.

 

Cronistoria dell’International P.E.N.


Il P.E.N. venne fondato nel 1921 dalla poetessa inglese Dawson-Scott. Fin dal principio le donne furono accolte a piena parità e Violet Hunt, Rebecca West, May Sinclair figurano tra i soci fondatori. Il primo Presidente fu John Galsworthy, un prestigioso scrittore interessato a ogni iniziativa atta a promuovere la comprensione internazionale e la pace. La sua presidenza si prolungò per 12 anni, durante i quali gli venne assegnato il Nobel per la letteratura. Galsworthy è sempre stato in prima linea nelle battaglie civili: la denuncia di certi eccessi del sistema carcerario inglese, che troviamo nel suo dramma “Justice”, portò a una riforma del codice penale. Un comitato esecutivo valutava i requisiti dei candidati prima di accettarli; le loro opere dovevano essere state pubblicate da un editore di sicura reputazione. L’aspetto internazionale del P.E.N. suscitò vasti consensi e diede notevole impulso all’associazione. Ben presto vi aderirono i maggiori scrittori dell’epoca, come Joseph Conrad e G.B. Chesterton. Già nei primi sei mesi erano nati altri cinque Centri, il primo a Parigi sotto la guida di Benjamin Crémieux. Più tardi il P.E.N International entra in crisi d’identità a causa all’atteggiamento militante assunto dal centro di Parigi. Le polemiche che ne seguirono convinsero i responsabili a ribadire il principio che il P.E.N., nato come movimento apolitico, doveva rimanere tale: i singoli membri erano liberi di professare le proprie ideologie, ma non nell’ambito dell’associazione. Vennero indette riunioni internazionali annuali; al quarto congresso che si svolse a Berlino nel 1926 erano rappresentate 15 nazioni. Visto il sorgere di centri sempre più numerosi, fu accolto il principio che ogni centro avrebbe rappresentato una lingua e una letteratura, più che una nazione. Così alla Jugoslavia si riconobbero quattro centri, alla Svizzera tre, al Canada due. Col passare degli anni vennero aperti nuovi centri: Bombay e Bolivia, Basco e Catalano, ma l’Internazionale degli scrittori rivoluzionari russi rifiutò di aderire. Un centro P.E.N. a Mosca poté venire aperto solo nel 1989. Nel gennaio 1932 il P.E.N. lanciò un appello a tutti i governi in favore dei prigionieri religiosi e politici. La mozione venne diffusa attraverso la stampa e, ritenendo che non avesse suscitato un’eco sufficiente, Galsworthy la portò direttamente all’attenzione del Governo inglese. Nel 1933 muore Galsworthy e il nuovo presidente è H.G. Wells. Dalla Germania giunge la notizia di persecuzioni contro gli intellettuali tedeschi. Il P.E.N. tedesco invita Londra a non credere a tali voci allarmistiche e tendenziose. Londra risponde chiedendo una dichiarazione riguardante Ernst Toller, Heinrich e Thomas Mann, tutti in esilio. Il comitato inglese decide di consultare per telegramma gli altri centri e di informare la stampa della sua iniziativa. Ne consegue una energica protesta corale contro il trattamento degli intellettuali sotto il regime di Hitler e si arriva alla conclusione che, se il P.E.N. tedesco è stato ricostituito secondo idee nazionalistiche, deve venire espulso. Nel 1933 in Germania si assiste al rogo dei libri indesiderati; il centro tedesco non protesta. Il successivo congresso internazionale, che si svolse a Dubrovnik, risultò fondamentale sia nella storia del P.E.N. che nella cultura europea. In tale occasione, alla presenza di circa quattrocento persone rappresentanti ventisei nazioni, tra cui i delegati della Germania, della Palestina, dei centri Yiddish, apparve chiaro che un convegno di scrittori impegnati a propugnare la libertà di espressione non poteva ignorare, pur volendo evitare la politica, che in Germania i libri venivano messi al rogo e che un grande numero dei più noti scrittori tedeschi viveva in esilio. Al successivo congresso internazionale il P.E.N. tedesco venne espulso dall’organizzazione.